Lega Nord Provincia di Gorizia


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Ubriaco falcia e uccide 4 ragazzi

STAMPA > Comunicati 2007

24/4/2007

Giovane rom arrestato ad Ascoli Piceno
Un rom alla guida di un furgone ha falciato quattro ragazzi ad Appignano (Ap), uccidendoli sul colpo. Il giovane, 22 anni, è stato arrestato: secondo le forze dell'ordine era ubriaco. Le vittime, due 16enni, un 17enne e una ragazza 19enne, viaggiavano su tre scooter con cui erano andati a prendere un gelato. A un certo punto il furgone ha invaso la corsia e si è scontrato frontalmente con loro. I rom hanno abbandonato l'accampamento nella zona.
Dopo lo scontro, le moto sono andate a fuoco. Da qui, secondo la ricostruzione fatta dai vigili del fuoco, un incendio che avrebbe parzialmente carbonizzato i corpi delle giovani vittime. Le loro generalità sono state diffuse dalla compagnia dei carabinieri di Ascoli Piceno dopo aver avvertito i familiari. Si tratta di Eleonora Allevi, 18 anni, Danilo Traini 16 anni, e Davide Corradetti, 15 anni: tutti e tre morti sul colpo. Alex Luciani, 15 anni, è spirato durante il trasporto al nosocomio del vicino capoluogo. Nell'incidente è rimasto coinvolto anche un altro ragazzo della comitiva, che ha riportato ferite guaribili in 30 giorni. E' Leonardo Allevi, 16 anni, fratello di Eleonora, che si trova ricoverato all'ospedale Mazzoni. Grazie a lui, ma soprattutto alla testimonianza di un giovane che con l'auto stava percorrendo la stessa strada e per fortuna è scampato alla carambola, i carabinieri hanno potuto in gran parte ricostruire la dinamica dell'incidente.
L'investitore, Marco Ahmetovic, 22 anni, con qualche precedente per reati contro il patrimonio, guidava certamente ad altissima velocità, tanto che sul furgone è stata trovata la quinta marcia innestata.
E' stato subito arrestato e si trova ora piantonato in ospedale, dove è stato ricoverato per le lesioni lievi riportate a sua volta nell'incidente. Vive in un accampamento da sempre al centro di polemiche nella cittadina perché considerato incompatibile con la comunità locale.
I Rom in fuga da Ascoli
La comunità cui appartiene Marco Ahmetovic sembra essersi allontanata dall'accampamento. Testimoni hanno visto poco dopo l'incidente, alle 23:30 circa, tre auto e sei furgoni allontanarsi dal campo, dove ora - a parte i panni stesi e i segni di attività che si sono interrotte bruscamente - non si vede anima viva. La presenza dell'accampamento è stata sempre oggetto di proteste da parte della gente del posto, e anche ora, fra le persone che sostavano sul luogo dell'incidente, c'era chi si scagliava contro i nomadi per le loro consuetudini e la difficoltà a integrarsi. Secondo alcuni abitanti, non era inconsueto vedere i Rom girare ubriachi. Ahmetovic, nullafacente, stazionava spesso - ha raccontato chi lo conosceva di vista - in un bar a Castel di Lama, nei pressi di un distributore di benzina, ma non era considerato un attaccabrighe o un uomo dal carattere violento.
L'investitore era senza permesso di soggiorno
Il permesso di soggiorno del 22enne romeno era scaduto a giugno 2006. Pur avendone tutti i requisiti, l'uomo non aveva mai fatto domanda per ottenere la cittadinanza italiana.Il giovane è stato dimesso dall'ospedale Mazzoni di Ascoli ed è stato trasferito nel carcere di Marino del Tronto con l'accusa di omicidio colposo plurimo e resistenza a pubblico ufficiale, essendosi scagliato contro i carabinieri che lo avevano fermato subito dopo l'incidente. Il giovane era in crisi etilica acuta.


25/4/2007

Appignano,l'addio ai ragazzi uccisi
Falciati da rom, folla ai funerali
Oltre duemila persone hanno gremito la piazza centrale e la chiesa di San Giovanni Battista, per abbracciare per l'ultima volta i quattro ragazzi di Appignano del Tronto investiti e uccisi da un furgone impazzito guidato da uno rom 22enne ubriaco. La messa funebre è stata celebrata dal vescovo di Ascoli, Monsignor Silvano Montevecchi, che si è commosso durante l'omelia.
Durante la predica, il vescovo prima ha citato Ungaretti - "Si sta davvero come d'autunno sugli alberi le foglie" - poi ha ricordato, con voce rotta dall'emozione, le giovani vite spezzate, senza che "nessuno potesse dar loro nemmeno un saluto, o una carezza". Poi un appello ai duemila abitanti del paesino nell'entroterra ascolano, sconvolti e feriti da questa tragedia. "Bisogna far attenzione alla rabbia, e a rispondere solo con l'amore e il rispetto della legge", ha detto Monsignor Montevecchi ai presenti.
Invito raccolto dalle centania di persone intervenute ai funerali dei ragazzi che, alla presenza di tutte le autorità civili, militari e religiose, hanno risposto in maniera positiva alle parole del vescovo. Dolore, tristezza infinita, sgomento, incredulità, commozione, ma nessuna tensione reale durante la composta cerimonia funebre, svoltasi sotto un sole estivo e cocente, dall'ingresso delle bare in chiesa, scandito dai ritocchi delle campane ma anche da un lungo applauso liberatorio, fino alla celebrazione della messa.
Una messa che ha visto gli amici di Eleonora, Davide, Alex e Danilo salutare con brevi ma sentite parole i loro compagni improvvisamente scomparsi, per colpa di un tragico e inafferrabile destino. Interventi e saluti, e poi al termine anche abbracci con i genitori delle vittime.

7/10/2007

"Non sono un mostro, pagherò"
Ascoli, parla rom che uccise 4 giovani
"Mi hanno dato troppo, non sono un mostro e non volevo uccidere quei ragazzi. Ma non intendo fuggire, come qualcuno sospetta, e sono pronto a pagare per la mia colpa". Queste le parole che ha ripetuto Marco Ahmetovic, il rom di 22 anni che di Appignano del Tronto mentre guidava ubriaco, al suo avvocato dal residence di Porto d'Ascoli dove sconta gli arresti domiciliari.
Venerdì Ahmetovic è stato condannato dal Tribunale di Ascoli Piceno a sei anni e sei mesi di reclusione per l'omicidio colposo plurimo di Eleonora Allevi, Danilo Traini, Alex Luciani e Davide Corradetti, tutti fra i 16 e i 18 anni. Per ora lì trascorrerà, salvo una revoca del provvedimento, agli arresti domiciliari, nell'alloggio messogli a disposizione da un italiano, davanti al quale oltre alle pattuglie delle forze di polizia, si sono viste troupe televisive e giornalisti.
L'italiano si diletta di poesia, e da questa circostanza - sostiene l'avv. Franchi - potrebbe nascere l'indiscrezione secondo cui Ahmetovic ha intenzione di scrivere un libro sulla vicenda. Libro del quale il legale dice di "non sapere nulla, anche perché Marco non sa fare bene neanche la firma". ''I quattro ragazzi - ha detto di nuovo il rom al difensore - li conoscevo tutti, ci sono andato a scuola, e mai avrei voluto che tutto questo accadesse".
Frasi identiche a quelle già agli atti del processo, come il ripetere sempre che lui "si sente italiano, perché nato a Caserta" e che quei quattro giovanissimi in fondo non li ha uccisi "con una pistola". I parenti delle vittime però non sono disposti a credere ad alcun pentimento, insistono che Ahmetovic era pericoloso, perché sempre ubriaco, e pensano di costituirsi in un comitato, andando a manifestare a Roma, contro leggi "troppo permissive".

16/10/2007

Investì 4 ragazzi:torna in carcere
Ascoli, rom condannato per una rapina
Tornerà in carcere Marco Ahmetovic, il rom che ubriaco alla guida del suo furgone falciò quattro ragazzi ad Appignano del Tronto (Ascoli Piceno). Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Ancona. Il ritorno in carcere dell'uomo è legato, però, a una tentata rapina ai danni di un ufficio postale fatta nel novembre del 2006. Per l'investimento dei ragazzi Ahmetovic si trova invece ai domiciliari.
La procura di Ascoli Piceno aveva presentato ricorso contro la concessione degli arresti domiciliari accordati dal gip Annalisa Gianfelice per una tentata rapina ai danni delle poste di Caselle di Maltignano nell'Ascolano e confessata da Ahmetovic. Giorni fa per quell'episodio sono stati arrestati i presunti complici, due giovani dell'ascolano. Per l'omicidio dei quattro ragazzi invece, Ahmetovic è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere, ma il giudice Marco Bartoli, su parere favorevole del pubblico ministero, ha già concesso gli arresti domiciliari dopo che l'uomo aveva trascorso 5 mesi in cella. Il difensore del rom, l'avv. Felice Franchi, non ha voluto commentare la decisione del Tribunale del riesame, ma si è riservato di presentare ricorso in Cassazione una volta lette le motivazioni. Ha tempo 10 giorni, durante i quali Ahmetovic resterà, a quanto si è appreso, nel residence di Porto d'Ascoli dove sta trascorrendo gli arresti domiciliari.


"Troppi sei anni agli arresti domiciliari? Dovevano dargli l'ergastolo a Marco Ahmetovic, anzi non uno, ma quattro": cresce l'indignazione fra i parenti dei quattro ragazzi di Appignano del Tronto per la reazione del rom alla condanna a sei anni e sei mesi inflittagli dal Tribunale di Ascoli. Non solo: i parenti annunciano che il 30 ottobre andranno a incatenarsi a Roma, davanti al Parlamento, per chiedere pene più severe.
Per Lara Luciani, la madre di una delel vittime, Alex, "le parole di Ahmetovic sono incommentabili. Se lui dice di sentirsi italiano, beh allora siamo noi che non siamo più italiani, non ci sentiamo più protetti dallo Stato". E il marito Timoteo annuncia la nascita di un Comitato dei parenti delle vittime e rilancia: "Appignano è arrabbiata, lo siamo tutti. Il 30 ottobre andremo a incatenarci a Roma, davanti al Parlamento, per chiedere pene più severe e la certezza della pena, più una riduzione dei gradi del giudizio". Soprattutto, Timoteo Luciani ce l'ha con alcuni opinionisti di quotidiani, per come hanno descritto lui e gli altri genitori e amici: "Ci hanno fatto passare per razzisti, quasi per terroristi, ma noi siamo solo gente seria, famiglie che lavorano 20 ore al giorno. Scriverò anch'io una lettera ai giornali, spiegherò chi siamo davvero".
Luciani gestisce un bar insieme alla moglie, e ha un'idea ''precisa'' di chi sono i rom. "Li conosciamo da tanto, sappiamo come vivono, e non mi vengano a raccontare che a sbagliare siamo noi". "Li abbiamo tollerati per 11 anni - gli fa eco la moglie, citando il campo rom ormai deserto di Appignano - guidavano sempre contromano, non rispettavano nessuna regola, ecco chi sono". In paese c'è chi traccia questa fotografia della comunità rom cui Ahmetovic apparteneva: "mogli e figli piccoli tutte le mattine a chiedere l'elemosina davanti al centro commerciale; padri nei bar a ubriacarsi. E ogni sera, 100 o 200 euro in monetine raccolti con la questua cambiati in soldi di carta nel centro di telefonia mobile''. Dopo di che, riconosce Lara Luciani, "le leggi più severe che invochiamo devono valere per chiunque guida ubriaco, anche gli italiani".

28/11/2007

Rom omicida,Mastella avvia indagine
Ascoli,per fermare spot col condannato
"Provo tristezza e sconcerto di fronte a chi sfrutta la morte altrui per acquistare notorietà e denaro". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella annunciando l'invio degli ispettori ad Ascoli per il caso di Marco Ahmetovic e stabilire "la compatibilità del suo regime detentivo con lo svolgimento di attività lucrative". Ahmetovic, condannato per aver investito 4 ragazzi, dovrebbe fare da testimonial per una marca di jeans.
"La scelta delle misure cautelari compete esclusivamente al Giudice - si legge in una nota del ministero della Giustizia - e su di essa non sono possibili interferenze del ministro della Giustizia, e questo a prescindere dai sentimenti personali del Guardasigilli". Mastella, però sul caso di Marco Ahmetovic, "ha chiesto ai propri uffici di avviare accertamenti specifici sulle modalità del regime detentivo cui è attualmente sottoposto l'Ahmetovic".Il marketing sulla tragedia dei quattro ragazzi di Appignano del Tronto, travolti e uccisi la scorsa primavera da un furgone guidato dal rom ubrico Marco Ahmetovic, 22 anni, condannato a sei anni e sei mesi per omicidio colposo plurimo è cominciata su internet. Sul sito di aste E-Bay è stato messo in vendita, per 159 euro, l'orologio della "Linearom" di cui è testimonial Ahmetovic, attualmente agli arresti domiciliari a San Benedetto del Tronto. E' solo il primo di tutta una serie di gadget, accessori e capi di abbigliamento (compresi jeans, occhiali da sole e profumo) ispirati alla figura e alla cultura gitana del ventiduenne, che dovrebbe anche pubblicare un memoriale.
L'agente:"Non è colpa mia se Marco è una star"
La "Linearom" è promossa dall'agente pubblicitario Alessio Sundas, che ha difeso l'operazione commerciale in una dibattito radiofonico su Radio 105, con argomenti - a dire la verità - piuttosto zoppicanti. Secondo Sundas "è tutta colpa dei giornalisti se Ahmetovic è diventato una star". "La mia - ha ribadito - è una scommessa. Quella di fare di un assassino, di cui comunque non sono stato il complice, una star. Non me ne vergogno, è il mio lavoro".


29/11/2007

Scandalo Ahmetovic, "Non mi fermo"
Il manager: "Il contratto è firmato"
Il putiferio scatenatosi attorno a Marco Ahmetovic, il rom che investì e uccise quattro ragazzi nell'Ascolano, ora diventato testimonial di una linea di abbigliamento, ha coinvolto il suo manager, Alessio Sundas. Che si difende. "Non me ne vergogno, è il mio lavoro - ha detto a Il Messaggero - . Il sistema sforna questi personaggi". E ancora: "Ha firmato un contratto quinquennale per 40mila euro, mi ha ceduto i diriti. Non mi fermo".
Sundas ha spiegato che anche nel caso in cui il giovane volesse tornare sui suoi passi, lui è pronto ad andare avanti da solo. "Andrei avanti comunque con la linea che ho ideato. Ho investito soldi per questo con un'equipe di nove tra produttori e grafici che hanno studiato e creato i prodotti oggi ambitissimi da aziende di gran nome", ha ribadito.
Ma non si tratta solo di vestiti. A Natale dovrebbe uscire il libro "Anche io sono un essere umano". Scritto dallo stesso Ahmetovic durante gli arresti domiciliari, andrà ad aggiungersi ad altri tre: su Garlasco, Perugia e Cogne. Senza contare che c'è un progetto per una linea di abbigliamento per bambini firmata da Annamaria Franzoni...
"Subito dopo dovrebbe partire la campagna pubblicitaria di prevenzione delle stragi causate dall'alcol sulle strade che lo vedrà testimonial. Insomma, non mi fermo, il meccanismo economico che si è creato ora non può bloccarsi", ha aggiunto.


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Non comprate quei jeans!!
Dalla galera alle passerelle, passando per una notte in cui, ubriaco,alla guida di un furgone ha ucciso 4 ragazzi di età compresa tra i 16e i 19 anni.
E' una storia sorprendente la vita di Marco Ahmetovic,il rom di 22 anni che il 23 aprile di quest'anno, alla guida di unfurgoncino e completamente ubriaco, uccise 4 giovani su una stradastatale nei pressi di Appignano, in provincia di Ascoli Piceno.
Stascontando la sua pena in un residence con piscina.. ..a breve sarà il testimonial di una collezione di jeans disegnata apposta per lui: la 'romjeans' Il fatto che il volto del giovane romeno possa trovarsi su dei cartelloni pubblicitari, e che qualcuno sia disposto a pagare un cachet di 30.000 euro, stando alle indiscrezioni, perchè lui faccia da testimonial, sta suscitando indignazione di tutti.
Ah e non dimentichiamoci che sta x uscire pure un suo libro...............
Non si può accettare una cosa simile, nessuno di queste persone che usano il rom per soldi e per renderlo famoso ha rispetto per il dolore dei genitori, dei familiari e amici....e soprattutto per il ricordo "DEI QUATTRO ANGELI" FATE GIRARE QUESTO MESSAGGIO
NON COMPRATE QUEI JEANS!! NEMMENO PER BRUCIARLI



Oggi è il e sono le ore . L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 22 lug 2008 | info@leganordgorizia.org

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