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STAMPA > Comunicati 2007

Sondaggio, i commercianti vedono nero: «I consumi non ripartiranno»

Situazione economica «problematica» per 7 esercenti su dieci. Rispetto a ottobre solo un tenue miglioramento

MILANO
La categoria non è certo rinomata per l’ottimismo, ma fa impressione il catastrofismo dei commercianti: la terza edizione dell’Osservatorio sui consumatori, realizzato dalla Ispo di Renato Mannheimer in collaborazione con Agos, ha chiarito che le aspettative sulla ripresa dei consumi non fanno parte dell’orizzonte dei commercianti; per quasi 7 esercenti su 10 la situazione economica del Paese è «problematica o molto problematica», con un miglioramento della percezione complessiva appena percepibile rispetto a ottobre.

SITUAZIONE GENERALE -
Il sondaggio, che si è svolto nei mesi di novembre e dicembre 2007 e ha esaminato 583 questionari, auto-compilati via web da un campione statisticamente rappresentativo di commercianti italiani, grandi e piccoli, ha chiarito che la valutazione che i commercianti danno della situazione economica generale oggi in Italia è decisamente critica: solo il 5% la definisce ottima o buona, e ben il 67%, come detto, problematica o molto problematica. Nonostante la criticità dei dati, tuttavia, si registra una stabilizzazione rispetto ai dati di ottobre, che, invece, erano di gran lunga peggiori rispetto all’edizione di maggio;

PREVISIONI PER IL FUTURO -
Le previsioni per il prossimo futuro si articolano in modo differenziato: sono piuttosto negative per l’andamento complessivo dei consumi in Italia (tale andamento migliorerà solo per il 13% del campione); diventano però ben più ottimistiche in riferimento sia alle previsioni per l’andamento dei consumi nel proprio settore (migliorerà per il 25% degli intervistati), sia, soprattutto, in riferimento alla situazione economica della propria azienda (che migliorerà per il 33% del campione). Si conferma una battuta di arresto del trend negativo delineato dalle due edizioni precedenti.

CREDITO AL CONSUMO
-
Per il 66% degli intervistati, inoltre, gran parte dell’attività sembra garantita dalle risorse messe a disposizione dal credito al consumo: se non ci fosse la possibilità di accedere a finanziamenti da parte della clientela, la propria azienda perderebbe una quota del proprio fatturato. Solo per il 19% degli intervistati questa quota di fatturato sarebbe inferiore al 10%; per 1 intervistato su 5 sarebbe compresa tra il 20 e il 30%; e per 1 su 4 tra il 30 e il 50%. Per il 18% del campione, infine, la quota di fatturato che verrebbe meno alla propria azienda, in mancanza della possibilità del credito al consumo, sarebbe addirittura superiore al 50%.

I CLIENTI MIGLIORI

Sempre riguardo al credito al consumo, nella percezione dei commercianti italiani, i giovani adulti (67% del totale risposte) rappresentano la categoria di consumatori più “aggressiva”, più propensa a chiedere autonomamente un finanziamento. Per contro, i “capifamiglia” (52%) rappresentano la categoria più restia, più timida, a cui più di frequente il finanziamento va proposto.
18 dicembre 2007



Oggi è il e sono le ore . L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 22 lug 2008 | info@leganordgorizia.org

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