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Sicurezza, ecco la cura Maroni

STAMPA > Comunicati 2008

Tutte le idee al vaglio per garantire la difesa dei cittadini ALESSANDRO MONTANARI

La scommessa politica del quarto Governo Berlusconi passa, per buona parte, dal Ministero dell’Interno. È Roberto Maroni, infatti, l’uomo al quale i cittadini italiani chiedono di garantire il bene più prezioso ed essenziale, cioè la sicurezza. Il titolare del Viminale è determinato a imprimere una decisa sterzata. Ecco come.

TEMPESTIVITA’ E IDEE CHIARE
Prima ancora di entrare nel merito, infatti, è sul metodo che il ministro del Carroccio vuole mandare subito alcuni segnali, dimostrando cioè che al Viminale si sa già cosa fare e che lo si comincia a fare da subito. Per questo il “pacchetto sicurezza” verrà presentato già al primo consiglio dei ministri e una prima tranche di misure verrà varata con decreto legge, sinomino di interventi ritenuti straordinari ed urgenti dal Governo.

SANZIONI PIÙ SEVERE PER RAPINE
Insomma, si deve comunicare che il problema della sicurezza è ritenuto primario e prioritario. Per questo, tra le altre cose, si pensa di inasprire le sanzioni per i reati che destano maggiore allarme sociale, come furti, stupri e rapine. Altro provvedimento al vaglio del Viminale è l’applicazione di un braccialetto elettronico per i detenuti agli arresti domiciliari o in permesso. Troppe volte, infatti, questi regimi detentivi si sono tradotti in vere e proprie scarcerazioni.

GIRO DI VITE SUGLI IRREGOLARI
L’immigrazione clandestina, come noto, è parte del problema sicurezza. Dunque eliminare la clandestinità dovrebbe contribuire a ridurre il numero dei reati o, quantomeno, ad eliminare l’insulto giuridico patito da chi si vede derubati, rapinato o peggio da chi fisicamente avrebbe dovuto essere altrove. L’idea forte di Maroni, da sempre sostenuta dal Carroccio, è l’introduzione del reato di immigrazione clandestina con obbligo di arresto immediato per chi viene trovato senza permesso di soggiorno.

POTENZIARE I CPT
Parallelamente dell’introduzione del reato di immigrazione clandestina è previsto il potenziamento dei Cpt. Anche in vista dell’allungamento dei tempi di soggiorno - oggi limitati a 60 giorni - fino a 18 mesi per gli stranieri non identificati. Prima però occorrerà che il Parlamento Europeo, dove si sta discutendo di questa eventualità, approvi una direttiva in tal senso. Appena approvata, la direttiva sarebbe immediatamente recepita dal Governo italiano.

SCHENGEN: IL NODO DEI COMUNITARI
L’Europa sarà determinante anche per dare una soluzione al problema dei romeni che delinquono, oggi indirettamente protetti dal Trattato di Schengen che vieta i controlli alla frontiera. “Indirettamente” perché il Trattato non è ancora stato esteso alla Romania, entrata nell’Unione a gennaio, ma i romeni riescono a beneficiarne entrando in Italia dai Paesi in cui il Trattato è già applicato.Il diritto comunitario prevede, tuttavia, che uno stato membro possa ripristinare i controlli alla frontiera «per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale». Questo potrebbe essere uno dei varchi da percorrere, attraverso una serrata trattativa con Bruxelles, per imporre un giro di vite al flusso indiscriminato di romeni.

REDDITO MINIMO PER LA PERMANENZA
Un altro principio che, sulla scorta del successo delle ordinanze dei sindaci leghisti, si vorrebbe introdurre è quello del reddito minimo. Gli stranieri, comunitari ed extracomunitari, dovranno cioè dimostrare di avere entrate sufficienti al sostentamento. L’esibizione del reddito comporta indirettamente anche la trasparenza delel fonti di guadagno e si pone anche, quindi, come fattore di garanzia sul fronte dello sfruttamento della manodopera straniera.

PATTI CON LE CITTÀ E CAMPI ROM
Nel raccogliere il testimone lasciato da Giuliano Amato, Maroni ha rimproverato al predecessore di avere prodotto «una diffusa sensazione d’insicurezza tra i cittadini» ma gli ha anche riconosciuto il merito di avere introdotto i patti con le città. Piace l’idea di affrontare le situazioni considerandone le peculiarità territoriali e sociali e il ruolo affidato al sindaco, da ampliare ulteriormente. Dunque non si farà tabula rasa della precedente gestione, ma si analizzerà l’efficacia di questi patti per migliorarli con i correttivi adeguati. Alle singole città, infine, sarà demandato il compito di censire i campi nomadi sul territorio comunale in modo che il Viminale possa avere sempre una mappatura precisa e costantemente aggiornata del quadro nazionale.Dal Viminale deve partire il segnale che si sa cosa fare e che lo si fa da subito. Ma per una strategia ancora più efficace bisognerà lavorare sull’asse politico Roma-Bruxelles
[Data pubblicazione: 11/05/2008]


Oggi è il e sono le ore . L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 19 ott 2008 | info@leganordgorizia.org

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