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ll Piccolo

Domenica 27 novembre 2011

Federico Razzini:

TRIESTE «Riguardo ai costi della politica, va bene la riduzione del numero dei consiglieri regionali, ma ora si passi al taglio dei vitalizi. Occorre infatti proseguire la nostra opera di messa in equità della politica perciò dopo aver tagliato il numero degli eletti, mettiamo mano alla cosa più iniqua: il vitalizio così come concepito ora. È questo che, giustamente, i cittadini esigono proprio in un momento in cui Monti si appresta a toccare le pensioni di chi lavora da una vita». Così Federico Razzini (Lega Nord), presidente della Commissione attività produttive del Friuli Venezia Giulia invita il Consiglio regionale a metter ora mano alla «cosa più seria che dobbiamo fare e cioè ridefinire il discorso dei vitalizi trasformandoli a partire dal 2013 in un assicurazione imperniata sul contributivo». La Camera ha già provveduto a questo, si fa rilevare in una nota, a luglio con il Governo Berlusconi e proprio venerdì la questione è stata affrontata anche al Senato. Secondo Razzini, «non dobbiamo certo correre dietro a quello che fanno a Roma, ma occorre nella nostra autonomia fare qualcosa nella stessa direzione e lo dico io che sono al primo mandato per cui avrei tutta la convenienza a mantenere lo status quo». «Sono convinto - conclude l’esponente della Lega Nord - che chi fa politica per passione e convinzione la pensa come me: interveniamo anche noi per continuare sulla strada intrapresa da Tondo, un percorso che coniuga investimenti e sviluppo e messa in sobrietà della politica».

Il Piccolo

 

Domenica 27 novembre 2011

 

Pdl e Lega “snobbano” Fli I finiani avvertono Tondo

Disertato l’appuntamento futurista di Udine, rimane solo il patto con il Terzo polo Il coordinatore Ciani: prendiamo atto, ma adesso il governatore cambi strategia

La base attende l’arrivo del leader il 6 dicembre


«Sì, Gianfranco Fini ci sarà», assicura Paolo Ciani. L’ultima volta in città per il presidente della Camera è stata nel febbraio scorso per la Giornata del ricordo. Stavolta Fini (nella foto) sarà a Trieste per un appuntamento politico. E indosserà la giacca di leader di Futuro e Libertà nel giorno in cui i futuristi del Friuli Venezia Giulia (1.500 iscritti) eleggeranno il loro coordinatore regionale. «I numeri sono molto positivi – afferma il coordinatore in carica –, tanto più in una fase in cui domina l’antipolitica. Noi, in pochi mesi, siamo riusciti a convincere molta gente all’iscrizione libera a un partito libero. E, per dimostrare serietà sul campo, abbiamo anche portato a termine quattro congressi, uno solo dei quali, quello di Pordenone, ha visto contrapporsi due candidature, peraltro in una linea di normale dialettica politica». (m.b.)

di Marco Ballico wTRIESTE Ci sono l’Udc, con Ottorino Faleschini e Fabrizio Anzolini, e l’Api, con Giandomenico Della Mora, a dare il benvenuto al nuovo coordinatore del Fli in provincia di Udine, Andrea Pertoldeo. Arrivano perfino Pd e Idv a portare i ì saluti all’assemblea congressuale. A mancare, ma non è forse nemmeno più una sorpresa, sono Pdl e Lega Nord. Già assenti al congresso di Trieste, quello che incoronò Enrico Sbriglia, berlusconiani e padani disertano anche l’appuntamento in Friuli, ieri mattina all’hotel Continental. «Prendiamo atto del disinteresse a ricostruire il centrodestra», è il gelido commento del coordinatore regionale futurista Paolo Ciani. Pdl e Lega, naturalmente, erano invitati. Precisamente nelle persone dei segretari provinciali Fabio Marchetti e Matteo Piasente. Un vuoto che pesa, il segnale che, ribadisce Ciani sottolineando invece la presenza pure di democratici e dipietristi, «a pidiellini e leghisti non interessa nemmeno aprire un dialogo». Prove di rottura anche nel percorso di fine legislatura in regione? «La questione, al momento, è di livello provinciale – precisa l’ex An – ma è quanto meno bizzarro che sul territorio ci sia questa chiusura mentale nello stesso momento in cui a Roma si è costruita un’alleanza tra forze politiche diverse per saldare tutto il Paese». Ciani, senza arrivare a negare l’appoggio al governo Tondo, ne ha però anche per l’esecutivo in Regione. Il coordinatore del Fli è molto netto: «Il presidente cambi strategia, non è pensabile che si presenti alle elezioni del 2013 continuando sulla stessa strada di oggi». Una strada, prosegue il consigliere del gruppo Misto, «che vede la forte contrapposizione di interi settori della comunità e dell’economia regionale. Penso alle associazioni dell’agricoltura, compatte nelle critiche alla giunta, al pubblico impiego sempre scontento e a settori economici in forte crisi che non possono non trovare folle che ci siano centinaia di milioni congelati tra Regione ed enti locali, quando invece servirebbero come il pane per sbloccare le opere pubbliche». Nell’attesa della svolta in Regione, Ciani apprezza i buoni rapporti con i terpolisti dell’Udc e dell’Api: «Oggi il Terzo polo è una realtà che è risultata determinante per il varo di un governo tecnico chiamato al tentativo estremo di salvare l’Italia. Se il governo Monti piaciucchia a destra e a sinistra, a noi piace tantissimo». Quanto al dibattito interno al Fli, l’appuntamento di Udine ha quasi chiuso una rapida stagione congressuale: «Noi, i congressi, li facciamo, altri si limitano ad annunciarli da due anni». Riferimento non troppo nascosto al Pdl. L’ultima tappa in casa Fli è fissata martedì 6 dicembre a Trieste, presente Gianfranco Fini. In quell’occasione si voterà il coordinatore regionale, una carica alla quale potranno aspirare tutti i 1.500 futuristi con tessera, con l’obbligo però di una candidatura sostenuta dal 20% di firme degli iscritti. Da parte dell’unico candidato di ieri Pertoldeo, assessore comunale a Rivignano, le proposte della pianificazione territoriale sovracomunale coordinata, la razionalizzazione del sistema di rappresentanza territoriale, con l’abolizione delle Province e il potenziamento delle unioni di Comuni, e la promozione della cultura attraverso le “residenze artistiche”.

L'Italia ha perso la guerra economica, la Padania l'ha vinta

"L'Italia ha perso la guerra economica, la Padania ha vinto". Lo ha detto il leader della Lega Nord Umberto Bossi concludendo i lavori della prima seduta del Parlamento padano svoltasi oggi alla Fiera di Vicenza. Secondo il leader del Carroccio quindi "oggi si apre una finestra importante della storia - ha detto - e noi dobbiamo essere lì pronti e lavorare. Il nostro popolo deve essere pronto per questa finestra della storia che si sta aprendo perché alla fine di una guerra come questa si riscrivono i trattati". E il leader del Carroccio ha ribadito più volte che "lo Stato Italiano ha peso la guerra economica, è al suo definitivo tramonto e al suo posto avanzano i nostri popoli, quello lombardo, quello veneto, quello piemontese che uniti potranno vincere in questa Europa dei popoli che è il futuro". Così secondo Bossi "dobbiamo scatenare la Padania, scatenare i nostri popoli nel nome della Padania e in quel progetto che vide un tempo Gianfranco Miglio". Secondo il leader della Lega nord infatti "questo è il momento giusto per fare i cambiamenti e meno male che noi abbiamo lavorato fin dall’inizio per questo ed abbiamo la coscienza a posto". "Grazie fratelli padani". E dal palco il Senatur al popolo del Carroccio ha rilanciato le parole d’ordine: Padania!" e il popolo Carroccio ha risposto "libertà", "Padania libera!", "Padania!", "Secessione", hanno risposto i tanti presenti alla fiera di Vicenza.


(04/12/2011)
 
 

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