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’NDRANGHETA ALL’ASSALTO DEL NORD

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Per il Viminale tutto è in mano ai clan calabresi, dalla droga agli appalti.
Una infiltrazione capillare e silenziosa
Per il Viminale, dalla droga agli appalti, tutto è in mano ai clan calabresi
Una infiltrazione capillare e silenziosa, fondata sull’alleanza con i rivali

Quando fu fondata la Direzione investigativa antimafia, all’inizio del 1992, furono individuate le quattro zone del Paese ad altissimo rischio mafioso, nelle quali la neonata struttura avrebbe dovuto operare. Tali zone erano il Trapanese-Agrigentino, la piana di Gioia Tauro, il Nocerino-Sarnese e... Milano. Già, proprio la “capitale morale” d’Italia, che di lì a breve sarebbe stata sputtanata da Tangentopoli, si scoprì sede della “mafia dei colletti bianchi”, e non solo. Nel corso degli anni, alcuni importanti blitz anti crimine hanno consentito di sollevare il velo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Padania e di ricostruirne affari ed evoluzione, legami e gerarchie.
Basti citare le operazioni “Wall Street” (giugno 1993) e “Nord-Sud” (ottobre dello stesso anno), alle quali si aggiunse presto la scabrosa vicenda dell’autoparco in via Salomone a Milano: la principale base logistica al Nord di mafia e ’ndrangheta nei loro traffici di armi e droga, sulla quale chiusero gli occhi anche alcuni agenti di polizia.
A oltre dieci anni di distanza da quei fatti, poco o nulla sembra cambiato. Appena due mesi fa, nella sua relazione al Parlamento sulla criminalità organizzata il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha affermato che la supremazia del crimine in Lombardia spetta «nettamente» alla ’ndrangheta. Nella regione più ricca del Paese i clan calabresi prediligono il traffico di droga e le infiltrazioni negli appalti, ma gestiscono e controllano, più in generale, «le più importanti attività».
Per farlo, agiscono sia direttamente sia attraverso la manovalanza: hanno messo radici al Nord anche grazie a «deleghe mirate» concesse a gruppi considerati più deboli e formati soprattutto da extracomunitari.
Le guerre fra etnie o cosche non mettono in crisi i rispettivi traffici. Al contrario, fra i diversi gruppi esiste un «peculiare regime di collaborazione»: ogni gruppo opera «in specifici campi», si specializza, ma esistono «forme di coordinamento» delle attività e di «interazione pianificata fra organizzazioni». Insomma, una sorta di «pax mafiosa» per la gestione delle attività illecite, come ebbe a definirla già nell’ottobre 1995 il procuratore distrettuale antimafia Manlio Minale. Il «collante» fra tutti, conferma il ministro, è stato «l’affare», la grossa torta da spartire, in Lombardia più grande che altrove e tale da accontentare tutti.
Nella spartizione prevale appunto la ’ndrangheta, che adotta una strategia volta a concentrare e dirigere al Nord gli interessi delle cosche calabresi. Queste talvolta «hanno conservato stati conflittuali nell’area di origine», ma “in trasferta” «sono sempre state pronte a condividere» i proventi dell’illecito: non a caso nella provincia di Milano si sono da tempo radicate le cosche più importanti, fra cui i Morabito, i De Stefano, i Papalia, i Flachi, gli Iamonte, i Mazzaferro e i Romeo.
Anche Cosa nostra si è dovuta rivolgere ai clan calabresi, in quanto «priva dei tradizionali sostegni di propri affiliati di rango, attualmente detenuti»: di qui i «rapporti privilegiati con gli alleati ’ndranghetisti». E perfino sudamericani, magrebini e slavi, che hanno acquisito il diretto controllo in particolare di spaccio e prostituzione, inizialmente sono stati costretti ad assumere una posizione subordinata proprio nei confronti delle famiglie calabresi.
Milano si è confermata crocevia del traffico di droga, gestito da organizzazioni che si dividono compiti e territori con accordi realizzati tra le diverse famiglie, nell’operazione “Costa dei Monaci” dello scorso maggio. Una cosca di Petilia Policastro (Crotone) fin dagli anni 90 è risultata aver trasferito i propri interessi nell’hinterland milanese; insieme ad essa, altri due gruppi costituiti da calabresi e legati alla ’ndrangheta.



Oggi è il e sono le ore . L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 22 lug 2008 | info@leganordgorizia.org

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