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STAMPA > Comunicati 2005 > Dicembre
“Il tempo delle critiche sta per scadere: occorre l’alternativa”
Basta girare per Monfalcone, osservare, riflettere e tornare con la memoria a com’era solo 5 anni fa, (meglio ancora, 10) per rendersi conto dell’effettivo disastro prodotto dalle ultime amministrazioni comunali.
Qui non si tratta di opinioni, di interpretazioni spesso strumentali di dati, come nei teatrini ai quali assistiamo in Tv quando centrodestra e centrosinistra si scornano sui dati macroeconomici nazionali. Per il caso Monfalcone la realtà è, ahinoi, evidente ed innegaabile: la città in quanto a vivibilità è sprofondata in modo impressionante ed inequivocabile, ha perso identità, vitalità, tranquillità ed acquisito gentaglia, criminalità, sporcizia, degrado.
Lo dicono tutti, o quasi..La bocciatura di coloro i quali hanno fin qua governato la città, al di là del parere di qualche ultrà irriducibile e (forse) amici e parenti, non può che stare nel cervello di ogni cittadino monfalconese di buon senso, indipendentemente dalla sua tendenza politica.
Ora però il tempo delle critiche è finito, non perché, purtroppo per tutti noi , non ce ne siano ogni giorno da fare, ma perché la città deve voltare pagina ed affidarsi ad una classe dirigente alternativa, che abbia la capacità di imprimere alla città la svolta di cui ha bisogno.
Perché ciò avvenga occorrono uomini, donne e programmi che ispirino la loro azione al principio del buon senso e dell’interesse collettivo, come del resto chiedono i principi cardine del diritto amministrativo. E del buon gusto, mi si consenta, viste le oscenità proposte in materia urbanistica e di arredo negli ultimi tempi.
Non possiamo più permetterci di restare in balìa del pressappochismo e del massimalismo ideologico arruffone dei personaggi che sin qui sembrano aver fatto a gara per superarsi in peggio.
La necessità è dunque voltar pagina ma non basta semplicemente cambiare etichetta politica per farlo: a Monfalcone, in Comune, occorrono persone, intelligenze ed energie in grado di affrontare i problemi di ogni giorno con ragionevolezza e determinazione ma servono anche visioni meno mediocri della politica e del possibile futuro della città per ridare qualità alle scelte che contano.
Personalmente non sono disposto a veder sprofondare oltre la nostra Monfalcone. Con amore e buona volontà è ancora possibile riportarla a livelli quantomeno decorosi ma bisogna far presto perché il tempo stringe.
Se, come pare, si voterà nell’aprile del 2006, le forze politiche e quegli esponenti della società civile scontenti di questa “malamministrazione” devono sbrigarsi, dare il proprio contributo, fare sintesi mettendo da parte personalismi velleitari. Si deve passare dalle critiche, pur sacrosante, alle proposte: entro dicembre occorre costituire una sorta di comitato aperto a chi ama Monfalcone e non ne può più di come vanno le cose per stringere su due punti: un nome o anche, perché no, un ticket di nomi credibili e decisi (ricordiamo che a Monfalcone c’è il doppio turno) ed idee e programmi radicalmente alternativi che contengano le priorità vere per la maggior parte dei cittadini.
FEDERICO RAZZINI