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Le ronde della Lega arrivano a Udine

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Il sottosegretario Rosato ha definito l’iniziativa «illegale». Maroni pronto a scendere in strada: «Idea legittima e utile per i cittadini»


Le ronde della Lega arrivano a Udine


Dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Le ronde anti-criminalità della Lega riscuotono sempre più successo, tanto che faranno tappa, probabilmente da gennaio, anche a Udine. Ad annunciarlo è stato il Segretario Provinciale del Carroccio Claudio Violino che ha sottolineato la volontà di far diventare i pattugliamenti uno strumento per riportare l’attenzione sui buchi neri della sicurezza.
«Ci stiamo seriamente pensando: anche nella nostra provincia, dove il livello di criminalità si sta alzando, è necessario far sentire la voce di dissenso di fronte a un sistema che fa acqua da più parti», ha detto Violino.
L’idea delle ronde, o meglio, dei servizi di controllo del territorio era partita dal segretario provinciale di Treviso Gianantonio Da Re che ha organizzato una serie di pattugliamenti in settanta comuni veneti con altrettante macchine con a bordo tre o quattro persone. Armati di caffè e cellulare i volontari, militanti, gente comune, ma anche amministratori, consiglieri, deputati e senatori della Lega sorveglieranno le città e i paesi pronti a segnalare situazioni di illegalità a polizia e carabinieri. Un’operazione-sicurezza su base volontaria, e di supporto alle forze dell’ordine, che il Carroccio si è inventato all’indomani del vertice fra il sottosegretario all’Interno, Ettore Rosato, e i sindaci e che non è piaciuta all’Esecutivo. Rosato, infatti, non ha perso tempo a definire «illegale» questo provvedimento. Ma il Carroccio non si perde d’animo. E la risposta al Sottosegretario è arrivata dal presidente dei deputati della Lega Roberto Maroni: «Non c’è nessuna illegalità nel fare le ronde. Si sono sempre fatte, si fanno. E non è solo la Lega a farle. Penso ai City Angels di Milano che, con tanto di divisa, camminano per i quartieri, prevengono il crimine. E l’unica arma che hanno è il cellulare. È una cosa legittima, giusta. Utile per i cittadini. Non capisco francamente la reazione del centrosinistra, che a Treviso come in altre realtà è capace solo di vietare e denigrare. Ricordate quando Gentilini tolse le panchine, che can can fecero le sinistre? Ma quando il sindaco della Margherita di Padova alza il muro, allora va bene. È la solita sinistra che non entra in sintonia con la gente - ha sostenuto l’ex ministro del Welfare - Noi ad esempio abbiamo votato contro l’indulto, perché sapevamo bene cosa sarebbe successo. E si vede in questi giorni. Le ronde servono anche a tamponare, in qualche modo, gli effetti negativi dell’indulto. Noi non ci preoccupiamo né ci facciamo condizionare da queste obiezioni». Ma Maroni non si ferma qui e promette: «Se i ragazzi mi invitano a Treviso vengo anch’io a fare un pattugliamento. Se Da Re e Gobbo mi chiamano, risponderò».
Intanto a Udine e a Pordenone fervono i preparativi. «Non ha senso istituire i pattugliamenti a random - ha spiegato al Gazzettino il segretario nazionale, Marco Pottino - ma intendiamo azionare lo start assieme, in modo che Udine e Pordenone vedano scendere per le strade i militanti della Lega, pronti a difendere gli interessi della collettività». In un primo momento l’idea del Carroccio è quella di intrecciare i contatti con i Comuni dove la paura è più forte e dove la delinquenza è maggiormente presente. In secondo luogo sarà importante allargare il patto anche alle istituzioni provinciali.
Due sono i messaggi che attraverso le ronde il Carroccio friulano vuole lanciare. Da una parte vi è, come ha spiegato Violino, la volontà di stigmatizzare i tagli alla sicurezza previsti dalla Finanziaria, dall’altra l’obiettivo pratico di rendere effettivamente più controllate le città e i paesi con l’auspicio che le ronde possano essere un deterrente per i delinquenti e la microcriminalità. «Per noi - ha chiarito Pottino - non si tratta di manifestazioni-spot, ma di un programma preciso che mira a far abbassare la percezione del rischio presente nella popolazione».
E mentre l’entusiamo dei fiulani si accende, sono sempre più numerose le città “presidiate” dal Carroccio in Veneto. «Queste decisioni sicuramente incrementano il senso civico: ognuno di noi è chiamato a dare un contributo attivo», ha commentato Maurizio Franz. «Le ronde restano un metodo civile per protestare e assieme essere costruttivi, a meno che si smetta di dire che va tutto bene e che Udine continua a rappresentare un’isola felice: ma quale isola felice? Qui ci si deve difendere da scippi e furti», ha attaccato Luca Dordolo, responsabile Enti Locali.
Dopo Chiarano e Roncade, in Veneto, dove il 20 gennaio verrà organizzata una grande ronda con tanto di fiaccolata, qui il sindaco è Simonetta Rubinato della Margherita, il servizio di controllo del territorio è arrivato fino a Conegliano, Vittorio Veneto e Oderzio. Ormelle intanto sta per schierare la protezione civile. In prima linea vi è poi ancora una volta Treviso: «Mi fa ridere tutta questa caciara sulle ronde - ha detto il prosindaco Giancarlo Gentilini, - Treviso le fa da anni e nessuno protesta. Sono libero di fare quello che mi pare, e quindi continuerò a farle».


Oggi è il e sono le ore . L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 22 lug 2008 | info@leganordgorizia.org

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