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Fini, lascia la presidenza di An..

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"Ora abbiamo davvero vinto"
Ultima relazione al partito del numero uno di Montecitorio che dà la reggenza a La Russa"Bello registrare come tutto questo avvenga nel ventennale della morte di Almirante"

Il ministro della Difesa: "La sinistra radicale è assente dal Parlamento, spetta a noifarci carico della difesa dei lavoratori, dei temi sociali e della sicurezza del lavoro"

ROMA - "Per noi è stato molto bello registrare come in modo casuale questo sia avvenuto, insieme ai successi politici di questi giorni nel ventennale della morte di Almirante. E' la dimostrazione di una semplice ed evidente verità: si onorano i nostri morti, la nostra politica diventa centrale. E' la dimostrazione che abbiamo davvero vinto", lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, leggendo la sua ultima relazione all'assemblea nazionale di Alleanza nazionale, tappa di quel cammino che porterà il partito allo scioglimento nel Pdl. La Russa è stato indicato reggente del partito: "La sinistra radicale non c'è più e noi dobbiamo assumere i temi della difesa dei lavoratori, i temi sociali e della sicurezza del lavoro", ha detto il ministro.

Fini ha definito la sua relazione come "l'ultima da presidente" e nel corso dell'assemblea nazionale del partito presso l'hotel Summit di Roma, ha indicato nella figura di Ignazio La Russa il ruolo di reggente. Il presidente della Camera ha voluto "ringraziare gli elettori che hanno creduto nel nostro progetto in tutti questi anni" e che hanno scommesso "sul popolo della libertà, molto più di altri dirigenti che ne hanno scoperto l'importanza solo dopo avere avuto la certezza di essere nelle liste o di essere destinati a ruoli di governo".

Poi ha frenato gli applausi che salivano dalla platea, mentre indicava all'assemblea i successi elettorali e ha tratteggiato un pantheon tutto interno del partito, elencando i nomi di battesimo delle personalità che sono state pietre miliari della storia dell'Msi prima e di AN poi. "E' con profonda commozione personale che ripenso ad amici come Pinuccio, Marcello, Luciano, Marzio, Almerigo e Nicola", ha scandito dal palco tra gli applausi della platea. Un solo nome è stato richiamato per esteso, quello di Giorgio Almirante, di cui Fini fu il delfino.

"L'elezione alla Presidenza della Camera è il segno della fine del dopoguerra", ha aggiunto Fini. "E' stato l'ultimo atto alla base dell'intuizione di Fiuggi - ha sottolineato -. E' venuta meno la condizione di minorità politica: non siamo più figli di un dio minore. Abbiamo riportato il pensiero della destra centrale nel dibattito politico e nelle istituzioni". Fini ha definito "bello, il discorso del presidente della Repubblica sui terroristi". Quello del capo dello Stato, ha detto, è stato un modo per rendere omaggio alle "vittime del terrorismo, senza distinzione di destra o sinistra". Negli ultimi dieci giorni "si è concluso un lungo percorso della storia repubblicana".

"Alleanza Nazionale - ha detto ancora Fini - ha saputo vedere giusto. Ma con serena consapevolezza dobbiamo dare atto a Berlusconi e Bossi di avere avuto lungimiranza politica e capacità di comprendere che era il momento, che quella del Pdl era l'unica possibilità di dare una alternativa ad un'Italia che voleva liberarsi non solo dai fallimenti del governo Prodi ma dall'inguaribile complesso di superiorità della sinistra sulla società italiana, che invece aveva bisogno di cose diverse". Poi, dopo aver espresso soddisfazione "perché abbiamo superato il guado grazie all'ottimismo non solo della volontà ma anche della ragione" Gianfranco Fini ha ceduto la parola a Ignazio La Russa.

"Fini non sarà più presidente ma a maggior ragione sarà leader del partito", ha detto il ministro della Difesa, sottolineando che "ciascuno potrebbe assumere questo ruolo di primus inter pares, più che di reggente" e ha voluto evidenziare che insieme all'ufficio di reggenza e all'esecutivo allargato del partito lui opererà "non come notaio liquidatore ma come levatrice che farà nascere una nuova realtà politica" ossia quella del partito del Popolo della libertà.

Ignazio La Russa parlando durante l'Assemblea nazionale di An, a proposito della fusione con il Pdl ha chiesto "parità di diritti e parità di impegno" con Forza Italia. Insomma, An non abbassa i suoi vessilli: "Il Pdl dovrà nascere nel rafforzamento della nostra identità e dei nostri valori in qualunque soggetto politico, meglio se più forte e più vincente". "Noi abbiamo il compito - vista l'assenza della sinistra radicale dal Parlamento - di farci carico di alcune tematiche. Non si tratta di convertirci a nulla: ma i temi della difesa dei lavoratori, i temi sociali e della sicurezza del lavoro, sono i nostri temi, i temi della destra da sempre", così Ignazio La Russa, parlando durante l'assemblea nazionale di An. Il neo ministro della Difesa ha poi aggiunto: "Daremo il massimo di ascolto ai quadri dirigenti di An del territorio che stanno in prima linea ogni giorno, dove la presenza della destra diventa fatto partecipe".
(
11 maggio 2008)


Oggi è il e sono le ore . L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 22 lug 2008 | info@leganordgorizia.org

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