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STAMPA > Comunicati 2007
Il leader della Lega risponde al Cavaliere: "Non abbiamo bisogno di nessuno""Dice che chi non va con lui è tagliato fuori? Non penso proprio"
Bossi sbeffeggia Berlusconi"Il Pdl? Non mi frega niente"
Il Senatur: "Il Nord si libererà con le buone o le cattive"
MILANO - Ne ha per tutti. Per Berlusconi, per il Pdl e per Veltroni. Umberto Bossi sale sulle barricate e rilancia "la lotta di liberazione" del Nord. Sventola la bandiere della Lega, il Senatur e usa toni che lasciano poco spazio alla mediazione. A partire dal costituendo Popolo della Libertà. Berlusconi chiama? Secca la replica di Bossi: "Del nuovo partito non me ne frega niente. Noi non abbiamo bisogno di nessuno, Berlusconi dice che chi non va con lui resta tagliato fuori, io rispondo che non penso proprio". E' convinto della forza della Lega, Bossi e rilancia l'orgogliosa diversità del Carroccio: "'I voti li abbiamo, la base della Lega farà una vera lotta di liberazione perché noi non siamo nati per i voti ma per la libertà e con le buone o con le cattive, la otterremo". Tornano, dunque, i toni bellicosi del Bossi di un tempo. Quello che parlava di migliaia di "padani armati" pronti alla lotta di liberazione. Di sicuro, la via del dialogo lascia freddo il Senatur. Che vede il rischio di "inciuci", dietro l'angolo. "'Non mi fido di nessuno, solo dei miei uomini e della certezza che il Nord si libereraà. Non c'è bisogno del sindaco di Roma per liberare il Nord. La bandiera della Padania sventolerà". Bocciate le proposte in campo per la riforma della legge elettorale che, assicura, "si fa per bruciare la Lega". Quanto a un incontro con Berlusconi, "ultimamente non ci siamo incontrati - dice Bossi - lo faremo senz'altro per Natale ma solo per scambiarci i regali".
(3 dicembre 2007)
Bossi: «Me ne frego del partito di Silvio»
Il Senatùr torna ai toni duri: «Non mi fido di nessuno, nemmeno di Veltroni»
Berlusconi e Bossi (Ap)
MILANO - «Non mi fido di nessuno, solo dei miei uomini e della certezza che il Nord si libererà in un modo o nell'altro». Così ha detto Umberto Bossi, il leader del Carroccio, parlando degli incontri che Walter Veltroni ha avuto con esponenti dei diversi partiti, come Silvio Berlusconi. «Si son detti un po' di cose - ha osservato Bossi - ma è più importante l'incontro con Maroni». Certamente «non c'è bisogno del sindaco di Roma per liberare il Nord. La bandiera della Padania sventolerà».
AVANTI DA SOLI - «I voti li abbiamo - ha aggiunto Bossi - e quindi non ce ne frega niente di quello che vuole fare Berlusconi e se va male finalmente la base della Lega farà una vera lotta di liberazione perché noi non siamo nati per i voti ma per la libertà e con le buone o con le cattive, la otterremo. Se la legge elettorale che ha in mente Berlusconi vuole bruciare la Lega - ha aggiunto Bossi - non è che a tutti i costi dobbiamo metterci con lui. Il Nord la libertà la vuole e la otterrá anche se onestamente devo ammettere fin che c'è Berlusconi c'è una speranza ma se prende la via di obbligare gli altri la base della Lega non ci sta, certe cose non vanno dette, perchè altrimenti gli altri prendono le distanze. Noi i voti li abbiamo e li prenderemo ugualmente, perchè la Lega non ha paura di restare isolata». Quanto a un incontro con Berlusconi, «ultimamente non ci siamo incontrati - ha spiegato - ma lo faremo senz'altro per Natale ma solo per scambiarci i regali».
BERLUSCONI- Con Veltroni c'è «coincidenza di obiettivi», ma se cade Prodi si vada al voto, ribadisce dal canto suo Berlusconi. Il Cavaliere vuole un «bipolarismo di sostanza, libero da veti e ricatti». Secondo il leader azzurro «Veltroni ha interesse ad affrancarsi dall'abbraccio mortale dell'estrema sinistra. Sicchè il suo Pd pareggia il conto con il blocco liberale del nostro Popolo della libertà».
03 dicembre 2007