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«Trenta chilometri di botte»
«Volevano buttarmi dal treno. E’ stato terribile, mi sono salvato solo grazie all’eroismo dei due agenti Polfer»
È visibilmente provato Mario Borghezio quando viene dimesso dal pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso: il volto tumefatto, cerotti sul viso, un collare al collo, il colletto della camicia insanguinato. Dovrà farsi operare questa mattina per la frattura del setto nasale. «Sono stati 30 chilometri di botte»: così il questore di Torino, Rodolfo Poli, aveva anticipato l’impressionante racconto dell’europarlamentare leghista.
«Non erano certamente salesiani - aveva aggiunto il questore -, Borghezio è stato salvato dai due ragazzi della Polizia che lo accompagnavano».
Conferma l’esponente del Carroccio: «È stata una vicenda terribile, mi sono salvato solo grazie all’eroismo dei due poliziotti (un ragazzo e una ragazza, anche lei è dovuta ricorrere al collare, ndr). Sono persone che non prendono lo stipendio di un parlamentare ma si sarebbero fatti ammazzare per salvarmi. Loro hanno evitato coi loro corpi che mi arrivassero in faccia molti colpi. Ho rischiato davvero di non portare a casa la pelle.
Come è nato lo scontro?
«Quanto è successo ricorda la Spagna degli anni 30. Nei loro volti c’era desiderio di uccidere. È stata un’aggressione continua da Porta Susa a Chivasso, mi hanno ripetutamente colpito in faccia e sulla testa. I poliziotti mi hanno protetto, ma a un certo punto anche i più anziani tra gli aggressori - che pure mi urlavano continuamente “bastardo” - si sono spaventati e hanno detto basta, poiché vedevano che la violenza stava crescendo ulteriormente».
Cosa le urlavano?
«Continuavano a dirmi che volevano buttarmi fuori dal treno in corsa».
E lei cosa rispondeva?
«Ho avuto tempo di dire ben poco, solamente li pregavo di stare calmi».
Quanti erano?
«Era praticamente tutto il treno», spiega Borghezio. Un agente della Digos conferma: sul treno c’erano quattro-cinquecento manifestanti, nessuno ha tentato di impedire il pestaggio. Riprende Borghezio: «Erano quasi tutti a volto scoperto».
Cosa pensa di fare?
«Non ho ancora deciso di fare denuncia, voglio dormirci sopra».
Lei si era dichiarato contrario all’alta velocità...
«È vero e avevo anche dichiarato, dopo gli scontri di Venaus, che si trattava solo di ragazzi che fanno casino. Dopo quanto accadutomi, però, occorre riflettere attentamente: mi volevano uccidere... Dico loro una cosa: sono stato ragazzo acceso anch’io, bisogna pensarci bene prima di ereditare certi valori. Che prendano piuttosto esempio dai valligiani di Venaus, gente povera, che si è presa le manganellate ma non ha risposto».
«Trenta chilometri di botte». Da Torino Porta Susa a Chivasso. Il questore Poli conferma e aggiunge: «L’onorevole si è salvato grazie all’intervento di due agenti, anch’essi finiti in ospedale, che si sono frapposti tra lui e gli aggressori. Siamo intervenuti a Chivasso, ma non abbiamo potuto identificare immediatamente i responsabili della violenza perché data la tensione sarebbe finito tutto in rissa generale».
IL MINISTRO CALDEROLI
«Vigliacchi, si sentono eroi solo quando sono 100 contro uno»
I fatti di Torino hanno lasciato l’amaro in bocca. L’attaco violento all’europarlamentare della Lega, Mario Borghezio, diventa in questo momento l’ immagine di una protesta che va a colpire gli indifesi. In tanti si sono sfogati contro uno solo. «Non sarà questo a intimorirci», controbatte il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli.
«Ho parlato con Borghezio poco dopo l’aggressione - racconta il ministro - per dargli tutta la mia solidarietà e per assicurarmi che stesse bene. Mi ha raccontato quanto gli è accaduto.
Purtroppo, questo è il prezzo che si è costretti pagare quando si vuole combattere in prima linea, a viso aperto, battaglie per portare avanti i propri valori e i propri ideali». Battaglie che, però, vengono combattute, spiega Calderoli, «contro vigliacchi che si sentono eroi solo quando sono cento contro uno».
Il ministro ha, quindi, spiegato come l'europarlamentare del Carroccio lo abbia pregato di parlare con il ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, per ringraziarlo del prezioso lavoro svolto dalle forze dell'ordine che, ieri sera, lo hanno salvato dall'aggressione e, in un secondo momento, gli hanno prestato i primissimi soccorsi. «Borghezio - conclude poi il ministro Calderoli - sa comunque che siamo tutti al suo fianco, sa che non è affatto solo.
Ma, soprattutto, sa benissimo che non bastano certo le aggressioni di un gruppo di vigliacchi che cerca di fermare la nostra battaglia e i nostri ideali, per farci retrocedere né tantomeno per intimorirci».
Anche il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha espresso «profonda solidarietà» per quanto accaduto a Borghezio, un episodio terribile e assolutamente da condannare. «episodi come quello di oggi (ieri, ndr) - spiega, quindi, il Guardasigilli - dimostrano, al di là di ogni dubbio, di che pasta son fatti questi no global: abbiamo a che fare solo con teppisti e facinorosi».
REAZIONI
Per Pisanu è «violenza intollerabile»
Il primo commento all’aggressione di cui è stato vittima ieri sera a Torino l’europarlamentare Mario Borghezio è del ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu. «Provocazione a parte, l’aggressione all’onorevole Borghezio ed al poliziotto che ha cercato di proteggerlo, è un atto di intollerabile violenza politica - sostiene Pisanu - e ci ricorda che gli estremisti sono sempre pronti ad entrare in azione e a sporcare manifestazioni pacifiche come quella che si è svolta oggi a Torino».
«Quello che è successo oggi è davvero grave, è stata un’aggressione vile e meschina». È il commento di Roberto Cota, segretario della Lega Nord Piemont, sull’episodio che ha visto vittima l’on. Borghezio. «Per come si sono messe le cose - aggiunge Cota - possiamo dire che è andata ancora bene, perché Mario ha salvato la pelle. È un guerriero, ma era solo, in passato avevo segnalato al questore di Torino che Borghezio era molto esposto per le sue battaglie, oggi è stato insultato aggredito e sequestrato da 50 persone, alla faccia dela manifestazione pacifica». «I vigliacchi - conclude il sottosegretario alle Attività produttive - hanno infangato le legittime istanze dei valsusini. Questa è gente che semina odio, e poi i razzisti sarebbero i leghisti».
Anche il leader dei Radicali Marco Pannella ha espresso solidarietà all’esponente della Lega: «Caro Borghezio - scrive Pannella - spesso sei proprio odioso per le cose che dici, i gesti con i quali simboleggi le tue idee. Ma, proprio per il mio essere liberale, libertario, democratico, tollerante e laico, ritengo che tu possa essere, per come ti si risponde, patrimonio nostro. Oggi sono stati certamente più fascisti, razzisti, “borgheziani” coloro che ti hanno aggredito. Dunque nei tuoi interventi politici al Parlamento europeo, nel quale assieme operiamo, credo di riconoscere una passione politica ed una tua sorta di integrità, che ci riguardano tutti».
«Per questo - ha concluso - affido a te, al meglio di te, anche coloro che, malamente appassionati dalle loro posizioni, ci sono necessari come civili avversari e non come seguaci del...peggio di te. Sinceramente mi addolora non essere stato fisicamente presente in quel momento. Sappi che sinceramente lo sono perché l'episodio fa male a tutti: a loro, a te e a me. Con sincero augurio tuo Marco Pannella».
Anche i due agenti della polizia ferroviaria coinvolti nell'aggressione al parlamentare della Lega, Mario Borghezio, sarebbero al Pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso per essere medicati. Entrambi hanno riportato diverse contusioni poiche' hanno cercato di fare da scudo all'europarlamentare che era stato aggredito da un gruppo di manifestanti No Tav che stavano facendo ritorno a Milano dopo aver partecipato a Torino alla manifestazione contro l'alta velocita' ferroviaria.
''L'aggressione all'on. Borghezio da parte di un gruppo di No Global non ci sorprende. Sappiamo benissimo che, anche se alla manifestazione di ieri a Torino non ci sono stati incidenti, esiste un nucleo di violenti, collegato a tutta una storia dell'estremismo, che e' pronto a scattare alla prima occasione, come avvenne per il G8 a Genova e come e' avvenuto in Valle di Susa qualche giorno fa.'' E' quanto afferma in una dichiarazione Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia.