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16 Dicembre: Manifestazione a Milano

STAMPA > Comunicati 2007

Bossi a Prodi: «Non tocchi i sindaci»
Poi canta «Bela Madunina». In corteo i primi cittadini con la fascia verde. Calderoli: «Fanno più dello Stato»

MILANO
- «Non toccate i nostri sindaci! Ognugno sappia che se cadono i nostri sindaci noi reagiremo. Sarò io in prima fila a tirare l'attacco contro la canaglia romana». È potente l'intervento di Umberto Bossi dal palco di piazza Duomo, in conclusione della manifestazione della Lega Nord a Milano. «Prodi, non ce la fai, lascia stare i sindaci, non fare intervenire i tuoi prefetti, è una scelta sbagliata quella di far cadere i sindaci eletti democraticamente - ha detto ancora il leader della Lega -. Il Paese è stufo di illegalità. È stufo di vedere ogni giorno faccende come quella del generale Speciale. Il Paese non teme questo governo ed è pronto a intervenire. Siamo di fronte a deja-vu, già l'imperatore Barbarossa cercò di opprimere coi suoi prefetti i comuni ma tutto finì con la battaglia di Legnano e con la vittoria dei comuni padani che cancellarono l'imperatore».

LOTTA DI LIBERAZIONE -
Dopo la fine del comizio, il leader del Carroccio è tornato a parlare di uno dei temi a lui cari: la lotta di liberazione: «Da Milano è partito un segnale forte, io avevo chiesto una grande manifestazione e così è stato. Se verrà il momento della lotta di liberazione sarebbero milioni a scendere in piazza, io lo so! Sono gli altri che non lo sanno! È meglio dare la libertà, un po' di federalismo piuttosto che affrontare le tensioni. Questo dovrebbero capirlo. Dovrebbero capire che la gente sta con i sindaci».

BOSSI CANTA -
Il comizio si è chiuso sulle note di «Va pensiero» cantato da Zuleika. Sul palco si sono succeduti numerosi sindaci del Carroccio che hanno firmato le ordinanze contro i cittadini comunitari ed extracomunitari stranieri e Bossi ha chiuso la giornata. Sotto una pioggia di coriandoli verdi, il popolo della Lega, mano sul cuore, ha ascoltato l'inno verdiano. Sul palco Roberto Maroni, Davide Boni, Matteo Salvini e Attilio Fontana hanno esposto la bandiera del Milan, con su disegnata l'effige di Alberto da Giussano e il simbolo del sole padano. Fuori programma finale: Bossi ha preso il microfono e si è messo a cantare «Oh mia bela Madunina». «Bisogna cantare questa canzone, che è l'inno di Milano - ha spiegato -, qualche giorno fa ero a Friburgo e abbiamo cominciato a cantarla e tutti la conoscevano». Dopo avere invitato il pubblico a cantare con lui, ha rivolto un saluto ai suoi figli e alla moglie, presenti tra il pubblico. Poi ha aggiunto: «Fratelli padani, quando andate a casa ricordatevi che Bossi pensa ai vostri problemi, al bene delle vostre famiglie». Non è mancato un appunto sulla vittoria del Milan a Yokohama. «Il Milan ha vinto 4-2 - ha detto Bossi - tiè», e ha accompagnato quest'ultima esclamazione con un gesto inequivocabilmente scaramantico. Altra performance di Roberto Calderoli, che ha dato il via al taglio di una mortadella gigante di 300 kg invitando la gente a mangiare con la frase «venite a mangiare la parte migliore di Prodi».
I MANIFESTI -
Sul palco manifesti come «Liberiamo la Padania da Prodi, dal suo indulto, dalle sue tasse e dalla schiavitù romana». Accanto una vignetta che raffigura il premier raggiunto da una pedata. «Al governo stiano attenti, i padani sono scontenti», «Liberiamo la Padania da Prodi» recitavano altri cartelli esposti dai manifestanti. Indossavano tutti una fascia verde con scritto «Difensore dei cittadini» i sindaci che hanno aperto i due cortei. Una manifestazione a cui non ha partecipato il sindaco Letizia Moratti, al contrario di quanto annunciato nei giorni scorsi, per «motivi familiari» come spiegato dal suo staff. Il primo cittadino ha inviato un messaggio letto dal palco da Massimiliano Orsatti, unico assessore leghista della giunta meneghina.
MORATTI -
«È giusto mettere in luce le disattenzioni e le dimenticanze che Milano subisce. L'iniziativa di oggi unisce i cittadini nelle richieste al governo di maggiore equità e giustizia per il bene di Milano e di tutto il Paese - questo il tono del messaggio inviato dalla Moratti -. È il riconoscimento del ruolo trainante di Milano e dei meriti di un'amministrazione virtuosa. Abbiamo combattuto contro pregiudizi e ideologie e alla fine abbiamo affermato una verità forse scomoda ma illuminante nella sua semplicità: la sicurezza è un problema che colpisce soprattutto i più deboli». Per il sindaco le risposte del governo non sono state sufficienti. «Abbiamo ottenuto qualche risultato ma attendevamo molto di più, soprattutto sotto il profilo degli strumenti normativi. Il governo deve essere più deciso, deve mettere le città nelle condizioni di poter combattere immigrazione irregolare, lo spaccio della droga, lo sfruttamento della prostituzione e dei minori».
CALDEROLI -
«I sindaci padani con atti amministrativi hanno fatto per la sicurezza dei cittadini molto di più dello Stato che ha invece creato problemi devastanti come l'indulto e la politica delle porte aperte ai clandestini - ha detto il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli -. Oggi i sindaci sono protagonisti della nostra manifestazione e vedo con piacere che in questi giorni anche sindaci non della Lega ma del centrodestra e perfino del centrosinistra condividono le nostre iniziative. Questa manifestazione è contro Prodi, è contro il clima di insicurezza creato nel Paese». Calderoli ha fatto una stima dei presenti: «Siamo in trecentomila». Alla manifestazione del Carroccio sono arrivati oltre trecento pullman da tutto il Nord.
UNITA' DELLA CDL -
Per quanto riguarda l'unità del centrodestra, Calderoli risponde agli appelli di Berlusconi dicendo che la Lega è contraria «a riavvicinamenti di facciata all’interno della Casa delle Libertà». «Non si può dichiarare alla fidanzata ti voglio bene e poi prendere appuntamento con qualcun’altra - ha aggiunto -, se c’è un nuovo matrimonio si fa un progetto comune, ma le amanti meglio lasciarle fuori casa, altrimenti più che casa delle libertà sono casini della libertà». Sulla mancata partecipazione di Berlusconi alla manifestazione della Lega: «Ho chiesto io che lui non venisse perché Bossi voleva tutti i leader della Cdl sul palco. Un percorso di riavvicinamento c’è stato ma non è ancora concluso».
MARONI -
Duro Roberto Maroni, capogruppo alla Camera della Lega: «Il governo Prodi è il governo dell'illegalità e questo è un motivo in più per chiederne le dimissioni». «I nostri sindaci sono i campioni della sicurezza, mentre il governo pensa a come fare la sanatoria di 300mila clandestini e ad aprire indiscriminatamente le frontiere - ha aggiunto -. Manifestiamo per la sicurezza, perché siamo preoccupati per le politiche di questo governo che sono a favore dell’immigrazione, soprattutto quella clandestina, mentre non c’è nessun intervento a tutela dei cittadini e della comunità. Siamo anche consapevoli che gli unici in grado di tutelare la sicurezza sono i nostri sindaci, con le ordinanze che hanno preso e che suppliscono alla totale incapacità di questo governo di intervenire sul tema».
LA RUSSA -
Alla manifestazione della Lega erano presenti due esponenti di An, Ignazio La Russa e Andrea Ronchi, che si son uniti all'ultimo tratto del corteo vicino a piazza Duomo. Per La Russa qualche applauso ma anche qualche fischio e un isolato contestatore che gli ha urlato «vai a lavorare». «Sul terreno della sicurezza con la Lega abbiamo sempre condiviso gli stessi ideali che sono ideali chiari» ha detto La Russa. E nella CdL «le cose stanno marciando nella direzione giusta. La gente del centrodestra è sicuramente unita». «Anche noi vogliamo bene a Berlusconi, quello che vogliamo da lui adesso sono delle risposte, in particolare sulla legge elettorale e la bozza Bianco - gli ha fatto eco Ronchi, portavoce nazionale di An -. La cosa più importante tra alleati è quella di rispettare le identità e fare battaglie comuni sui temi importanti come la sicurezza e la famiglia, questo è il modo migliore per andare d'accordo».
PRIMA LINEA -
«Finalmente tutti si sono accorti che noi sindaci siamo quelli in prima linea - ha detto infine Attilio Fontana, primo cittadino di Varese, leghista -. Noi siamo quelli più impegnati tutti giorni nella battaglia a difesa dei cittadini, ogni giorno alle prese con i problemi causati dalle scarse disponibilità, dai tagli alla Finanziaria, ogni giorno combattiamo la battaglia per trovare la possibilità di fare». E a proposito delle «ordinanze padane», relative ai matrimoni degli irregolari e al reddito di residenza, il sindaco di Varese spiega: «Queste ordinanze le facciamo per far capire alla gente che siamo con loro. E molti sindaci anche di sinistra hanno capito la nostra battaglia. I sindaci per bene anche se di sinistra, capiscono che siamo nel giusto».
16 dicembre 2007 -Dal Corriere della Sera On-line

Secondo Calderoli i manifestanti all'iniziativa sulla sicurezza sarebbero trecentomilaIn piazza del Duomo il comizio conclusivo del leader del Carroccio
Lega, in migliaia in strada a MilanoBossi: "Prodi lascia stare i sindaci"
MILANO - Migliaia di persone, addirittura trecentomila secondo il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, hanno dado vita questa mattina a Milano a due cortei confluiti in piazza Duomo dove Umberto Bossi ha tenuto il comizio conclusivo. "Prodi, non ce la fai, lascia stare i sindaci, non fare intervenire i tuoi prefetti è una scelta sbagliata quella di far cadere i sindaci eletti democraticamente", ha detto dal palco il leader del Carroccio. "Il Paese - ha aggiunto - è stufo di illegalità. E' stufo di vedere ogni giorno faccende come quella del generale Speciale. Il Paese non teme questo governo ed è pronto a intervenire". La manifestazione della Lega è stata convocata proprio sul tema della sicurezza. Entrambi i cortei hanno sfilato con in testa un camion-vela con un grande manifesto con la scritta "Liberiamo la Padania da Prodi". Subito dietro, gruppi di majorette, una banda musicale e i sindaci leghisti. Alla manifestazione hanno partecipato anche Ignazio La Russa e Andrea Ronchi di Alleanza Nazionale, mentre non è intervenuta per motivi familiari il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il Carroccio ha convocato l'iniziativa soprattutto per rivendicare i provvedimenti presi recentemente da diversi suoi sindaci in materia di ordine pubblico. Non a caso sul palco campeggia lo striscione con la scritta: "Il sindaco con la gente lo Stato col delinquente". "Siamo di fronte a deja-vu - ha detto ancora Bossi - già l'imperatore Barbarossa cercò di opprimere coi suoi prefetti i comuni ma tutto finì con la battaglia di Legnano e con la vittoria dei comuni padani che cancellarono l'imperatore". "Se attaccano i nostri sindaci - ha aggiunto Bossi - sarò in prima fila a tirare l'attacco contro la canaglia romana. Noi non accettiamo di vivere sotto il tallone del centralismo". tra gli esponenti della Lega che sfilano per le vie di Milano, al centro delle discussioni non manca l'altro grande tema politico di questi giorni. "Il Partito di Berlusconi non ci interessa, lo abbiamo già detto, ma Berlusconi con noi ha preso un impegno sulla Legge elettorale e penso che lo manterrà", ha ricordato l'ex ministro Roberto Maroni.
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16 dicembre 2007- da "La Repubblica On-Line )



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